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Gabryox

Il nuovo domaining cinese è meglio dei Bitcoin

il 5/12/2016, 14:26

[size=40]I domini brevi sono sempre stati preziosi, ma se una società oggi desidera acquistare uno short name deve sapere che il prezzo sta diventando sempre più alto.[/size]
Si sta sviluppando un mercato che pochi conoscono e che coinvolge decine o centinaia di milioni di dollari ogni mese. Nel corso degli ultimi due anni, la Cina è diventata il più grande acquirente di nomi a dominio, scrivendo quella che è probabilmente la più grande storia di investimenti in nomi a dominio da quando Internet ha visto la luce.
Gli investitori cinesi stanno comprando domini numerici e di pochi caratteri, soprattutto .com.
George Kirikos (ICANN), ha scritto su Twitter il 14 novembre: “136 domini di due lettere .com (su un totale di 676) sono ora di proprietà di domainer cinesi, che hanno superato la barriera del 20%.”
La stessa settimana di novembre, TheDomains.com ha pubblicato un articolo che riporta le parole di Verisign: nelle ultime 3 settimane sono stati registrati 3,2 milioni di nuovi domini .com, più di tutto il secondo trimestre dell’anno 2015!
È un mercato diverso da quello “classico” dei domainer, che attendevano che una società si interessasse al proprio dominio. Questo mercato è caratterizzato da una forte liquidità.
I domini LLL.com (tre lettere .com) costituiti da lettere tradizionalmente di bassa qualità, spesso venduti nella gamma $10.000-$15.000, ora stanno avanzando rapidamente oltre i $50.000.
Un esempio della crescita in un decennio: 20.com, venduto a $75.000 nel 2006 (fonte NameBio), è attualmente in vendita e gli esperti si aspettano un prezzo che va da 3 a 7 milioni di dollari.
I report sulle vendite di oggi sono ormai quasi composte di soli domini brevi: 9 delle 10 vendite più alte dell’ultimo anno riguardano domini con meno di tre caratteri.
Questo nuovo tipo di richiesta di nomi di dominio non è facile da capire.
Gli investitori occidentali stanno ancora cercando di recuperare il ritardo accumulato rispetto agli asiatici, tentando di capire il mercato cinese. Le lettere meno usate in inglese (z e j per esempio) sono considerate premium in Cina. Le vocali, al contrario, non sono premium. Qualsiasi nome a dominio con una vocale o una V è considerato di minor valore. È stata introdotta anche una differenziazione tra lettere premium e superpremium, ma approfondiremo questi aspetti tecnici nel prossimo articolo.
Anche il modo tradizionale di comunicare con gli acquirenti è cambiato. La maggior parte delle operazioni si svolge in Cina attraverso QQ (il più grande sistema di messaggistica istantanea in Cina, ma non molto noto in Nord America ed in occidente). Tracy Fogarty di eNaming spiega: “La maggior parte delle offerte è inviata tramite QQ. Forse una persona su 10 utilizza la posta elettronica, praticamente nessuno utilizza il telefono cellulare.”
Questa esplosione ha reso numerose persone estremamente ricche. Al contrario, molti veterani del settore del domaining hanno perso l’opportunità di guadagnare (pur avendo a loro disposizione un ingente capitale da investire).
 
Nel corso dell’ultimo anno, sono stati raggiunti alcuni incredibili nuovi traguardi nelle registrazioni dei domini:
– Tutti i 5N.com sono stati registrati.
– Tutti i 5N.net sono stati registrati.
– Tutti i 6N.com sono stati registrati.
– Tutti i 7N.com che iniziano con tre otto, che terminano con tre otto o contenenti qualche pattern ripetuto sono stati registrati.
– Tutti i 4L.org con le lettere che per il mercato cinese sono considerate premium, sono stati registrati.
Anche con gli 8N.com, che sono cento milioni, è difficile trovare pattern interessanti che non includono uno zero o un quattro.
 
La domanda più importante: è una moda o è il futuro?
Mi sembra abbastanza naturale accostare i domini cinesi al Bitcoin, come tra l’altro da numerosi big domainers internazionali hanno già fatto. Sono due mercati virtuali, nati su “beni” che inizialmente avevano un valore irrisorio.
Chi ha un capitale importante ha necessità di investire, e gli investitori cinesi non sono da meno.
L’ascesa di Bitcoin era strettamente legata al mercato cinese, ed ha subito un forte arresto quando le autorità cinesi di regolamentazione hanno imposto un freno alla possibilità di depositi in Yuan (la moneta cinese). Inoltre il Bitcoin ha avuto (ed ha ancora) problemi di liquidità per molti investitori che non vivono in Nord America.
I nomi di dominio sono diversi. Gli “short domain” sono ormai equiparabili a delle vere e proprie merci (commodities).
E qui probabilmente si legge la differenza tra una moda e un nuovo asset di investimento mondiale. I nomi a dominio sono perfetti per questo tipo di mercato, essendo un prodotto limitato e misurabile (c’è solo un certo numero di .com di due lettere, di tre lettere, di quattro numeri con un 8, eccetera).
Inoltre, i domini che possono essere chiaramente classificati come premium sono disponibili in numero nettamente inferiore rispetto ai Bitcoin.
Ci sarebbe da approfondire il discorso economico sulle manovre speculative, ma non essendo il campo di cui mi occupo ne analizzeremo solamente gli effetti sul mercato.
Perché si investe su qualcosa che non ha un valore intrinseco? Ad esempio, perché 886629.com è un dominio che ad oggi vale 500-1000 euro, mentre pochi mesi fa era disponibile a 8 euro?
Le cause sono sicuramente da attribuirsi, come detto prima, a manovre speculative. C’è però da distinguere tra una bolla di pochi mesi e lo studio economico che è stato attuato e messo in pratica (in maniera scientifica, sapiente, ponderata e a lungo termine) e che ha portato a un nuovo modo di concepire un determinato tipo di domini, rendendoli ormai una vera e propria moneta virtuale.
I nomi di dominio brevi sono ora merci, prodotti, beni. Le mode vanno e vengono, i bitcoin sono stati considerati da alcuni come moda ormai morta, eppure (tra alti e bassi) esistono da anni e sono accettati in moltissimi e-commerce. E se questa nuova “moneta” fosse esente dalle debolezze che ha mostrato il Bitcoin?
Personalmente, credo che siamo di fronte a qualcosa di solido. Ci saranno alti e bassi? Certo. Ma stiamo assistendo a una storia tutta in divenire, una nuova storia per un mercato che era stabile e che mai ha avuto davanti un futuro così ricco.
 
Proviamo a vederne l’andamento.
 
Cosa è successo negli ultimi 12 mesi?
A giugno erano disponibili (a titolo esemplificativo) numerosi 6N con triplo 8 consecutivo e senza 0 e 4. Registrati a reg fee, sono stati rivenduti a novembre (5 mesi dopo) a cifre che vanno da 1k a diverse migliaia di dollari. A novembre, tutti i 6N.com sono stati registrati, comprese le combinazioni con 0 e 4.
 
Cosa succederà tra 6 mesi?
Rispetto ai mesi di ascesa vertiginosa, al momento si sta avendo una fase di rallentamento in alcune categorie, ma con una curva di interesse comunque in salita.
È facile prevedere un buyout di numerosi altri pattern di domini da 7N.com e di categorie simili, che attualmente sono disponibili.
Per quanto riguarda i prezzi, probabilmente si arriverà a un’ascesa non trascurabile delle attuali quotazioni per i 4-5-6N.com. Per i 7N.com si inizierà ad avere qualche quotazione interessante per pattern che attualmente vengono valutati poche decine di dollari.
Discorso analogo si applica ai 4L.com e ai 5L.com. Per i domini di 5 lettere non siamo ancora arrivati al buyout, ma i nomi premium cinesi disponibili sono già al di sotto del 20% (naturalmente tutti i pattern sono già sold out).
 
Cosa succederà tra 1 anno?
Si avvicinerà probabilmente il buyout degli 8N.com e dei 5-6L.com di buon livello (pattern interessanti con ripetizioni o particolari combinazioni). A questo punto i domini sul mercato saranno numerosissimi, ma il prezzo non dovrebbe decrescere: ovviamente, proprio grazie al fatto che la qualità di questi “nuovi beni” sia facilmente classificabile, ogni “livello” avrà la propria quotazione. Mi viene quindi da ipotizzare (senza compiere analisi profonde, ma basandomi sugli ultimi mesi di esperienza nel mondo dei domini short) che le quotazioni saranno ancor maggiori.
 
Cosa succederà tra 5 anni?
Un lasso di tempo enorme nel mondo di internet… Difficile da prevedere.
 
Precisazioni
 
1) molti short domain, in questi ultimi mesi, sono stati registrati in diverse estensioni di livello medio-basso. TLD come .WEBSITE, .ONLINE, .CLICK sono stati razziati dagli investitori. Personalmente, quando parlo di mercato solido, mi riferisco alle estensioni classiche e storiche, tralasciando queste meno conosciute e “pregiate”. Non vedo un futuro sicuro per questi nomi. Ci sono però delle eccezioni, come ad esempio il .TOP, molto gradito in Asia ed il .XYZ di grande diffusione.
 
2) i numeri sono infiniti (un massimo di 63 caratteri per miliardi di combinazioni), dopo i 5N, 6N, 7N ed 8N, acquisiranno valore anche 9-10-11-12N? La risposta più probabile è che, crescendo le combinazioni, difficilmente avranno valore i domini composti da 8-9-10 numeri o più, tranne ovvie e limitate combinazioni premium.
 
3) nell’articolo sono stati principalmente nominati e portati ad esempio i domini numerici .com, ma lo stesso ragionamento (in linea di massima) è applicabile a domini formati da combinazioni di poche lettere e/o ad estensioni principali ma diverse dal .com (con diminuzione della quotazione, ad esempio per .net, .org, .biz…).
 
4) non è detto che le quotazioni siano strettamente legate alla lunghezza del dominio. Ci sono numerosi 7n che valgono più di 6n. Può accadere, paradossalmente, che chi abbia comprato dieci domini 6n.com riuscirà ad avere un profitto minore di chi invece (con fortuna e buon occhio) mesi dopo ha registrato un 7n ancora libero.
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